C’è qualcuno che spera
Pubblicato in Schegge, Ricerca, Politica | Stampa questo articolo |C’è qualcuno che spera, c’è qualcuno che spera in quest’Italia così sola e che tenta di sopravvivere ai tanti, troppi che l’hanno usata e poi lasciata ad un destino che nessuno ha mai riservato neanche alla peggiore delle concubine!Mi piace riflettere su ciò che leggo per quanto la mia natura mi consenta e qualche giorno fa una notizia Ansa mi ha colpito…. Il Ministro Mussi spera in premi Nobel… ottimo un altro nobel italiano mi dico altro che da noi la ricerca fa acqua. Ma cosa ha detto il nostro Ministro? cito l’Ansa del 01.12.06: ”abbiamo qualità ed eccellenza; siamo una grande cava di lavoro intellettuale, in cui vengono a scavare da tutto il mondo. Se qualcuno va all’estero non mi lamento ma sarebbe giusto che per uno che va un altro viene”. Il ministro ha ammesso inoltre, l’esistenza di problemi ma anche di molti luoghi comuni.Ora io sono uno di quelli che i problemi della ricerca li vive sulla propria pelle, precario da una vita nella ricerca che è ridotta al mercimonio in molti dei casi. Il primo frutto, quello più amaro, avvilente, triste è l’impoverimento culturale generalizzato degli italiani, che è oramai sotto gli occhi di tutti. L’impoverimento culturale di un popolo che nei secoli ha contribuito in modo essenziale alla formazione del pensiero mondiale!
Le Università non sono più quelle di una volta e questo è un fatto non un luogo comune, ma non lo sono più non perché siano divenute migliori anzi. Molti sono i docenti che se ne lamentano, troppi. E io rematore mi chiedo chi ha reso possibile tutto questo ? Mi sorge un dubbio, ma vuoi vedere che la colpa è forse mia che sono l’ultimissima ruota del carro e non giro bene ? Mi rispondo forse si ma poi mi convinco e mi dico no, non sei di sicuro tu, per il semplice fatto che chi ha il potere di decidere è ben più in alto di chi rema nella stiva. Ora però anche le stive sono allagate per cui la speranza del nostro Ministro, di attirare dall’estero eccellenze credo resti una speranza e provocatoriamente dico che questa Italia, dovrebbe pagare i propri figli affinché vadano via piuttosto che pagarli per farli tornare (legge sul rientro dei cervelli, come se esistessero cervelli fuori da un corpo
), ma poi chi sono quelli che tornano? e soprattutto quanti in relazione a quelli che aimè sono costretti per non morire nella stiva? La mamma sa sempre cosa è meglio per i suoi figli e credo che seppur con la morte nel cuore questa mamma li esorta ad andar via. Spero nel nobel, spero nei ricercatori stranieri, spero che la dea bendata sia magnanima con la ricerca italiana, spero Ministro che l’Italia non faccia più andare via i propri figli.
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