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...Quello che non ti ammazza ti rende più forte, ti fa più vivo... Tutte cose piacevoli... Ok, la vita fa schifo. E la tua fa più schifo di altre. Ma c'è anche chi sta peggio, lo sai ? Fammi un favore, permettimi di scoprire qual è il tuo problema. E dopo, se vorrai ancora morire, allora sarò io a darti una mano. Ci stai? Greg mode on
Mercoledì 27 Dicembre 2006 alle 09:08 di Αερικό

In una notte il sonno…

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La notte del giorno in cui per l’anagrafe sei diventato di un anno più grande, in una notte, una come tante in cui sei immerso nel sonno che ti porta lentamente verso l’alba di un nuovo giorno, all’improvviso senti un dolore che violentemente si appropria del tuo cuore. Senti la paura ma non hai cognizione di ciò che accade, sei sospeso in quello che tutti credono uno dei luoghi più sicuri in cui rifugiarsi: il tuo sonno. Ma il sonno non è sempre benevolo è anzi, spesso il grimaldello che il tuo io più profondo usa per scardinare le difese, le tue più intime difese, quelle che credi invalicabili e che stupidamente ritieni invincibili da tutto e tutti senza tener in conto te stesso. In una notte così, una notte che credevo come tante, quel dolore ha trapassato quelle difese così come una lama incandescente facilmente trapassa il più spesso blocco di ghiaccio senza toccarlo con la facilità del niente. Non c’è ragione per questo attacco, non c’è guerra dentro di te, non c’è motivo di tanto, ma accade, accade che ti senti male mentre dormi con la consapevolezza del dolore fisico di una mano che violentemente ti sta stringendo il cuore e tu non puoi reagire. Ma perché non funzionano le difese, perché sei attaccato, perché, perché tanti perché nessun perché, nessuna risposta. Comprendo che non è un semplice attacco dell’io, non è una delle tante battaglie alle mie paure, alle mie insicurezze, è qualcosa di molto più profondo è qualcosa di non risolto, di non risolvibile, di sepolto nel profondo è come lo scontro finale ma io non sono pronto ed intanto lui attacca… passa di difesa in difesa, di balza in balza con la stessa facilità, con la stessa rapidità con cui un bambino mangia una caramella, sono finito nessuno può, nessuno comunque avrebbe potuto, solo io stesso forse ma non è possibile, perché attacco me stesso ?…. Il dolore è cosi forte, mi fa realmente cosi male il cuore o è solo un sogno ?
Mi sveglio e sono di nuovo nel mondo della ragione, nel mondo che mi illudo di dominare, di controllare con la forza dell’intelletto ma mi accorgo che quel dolore è reale e che il mio viso è rigato dalle lacrime proprio lì nel mondo reale, nel mondo che credo, di controllare… ha preso la fortezza o solo un avamposto ? Chissà. Intanto le difese sono ricostruite, i fanti della ragione corrono lì, lì dove quella lama è passata con la stessa facilità con cui l’acqua del fiume in piena spazza via il migliore degli argini, cercando di capire chi, da dove e perché ha attaccato. Generali cercano una risposta che già conoscono, la risposta è un nome, il nome di colui che nemico davvero non potrà essere mai ma per il quale le difese sono alzate da tempo, difese….. quali difese, le stesse della notte? Il telefono aveva nel pomeriggio trillato, ad un numero ad un nome non era stata data risposta nel giorno del genetliaco … ο πατέρας diceva quel trillo… Ora quei generali sanno che hanno sottovalutato un segnale per la prima volta da tempo, sanno da dove è venuto quel dolore ed hanno la consapevolezza che tornerà forte come non mai, un giorno o una notte si ripresenterà, sanno che perderanno ancora una volta, probabilmente per sempre, nell’immensità della solitudine di una guida negata quanto necessaria…..quanto male può fare un nome così semplice, uno dei primi pronunciati, in una notte qualunque, in una notte come tante… in una notte che mi porta più vicino al mio sole lontano…..

(© Αερικό Αθήνα, Dicembre 23 Anno Domini 2006)

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Ci sono fino a mò 4 commenti a “In una notte il sonno…”

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  1. 1 Giovedì 28 Dicembre 2006 alle 12:05, Sandro ITALY Windows XP Mozilla Firefox 2.0.0.1 ha detto:

    Ho passato gli ultimi due mesi a svegliarmi drante il sonno, e per me è quasi un sacrilegio.
    Manca serenità, fai a pugni con te stesso e la consapevolezza di non sbagliare che mi ha causato questo.
    Non sbagli ma sbagli… bel rompicapo.

  2. 2 Venerdì 29 Dicembre 2006 alle 08:52, Aeriko GREECE Windows XP Mozilla Firefox 2.0.0.1 ha detto:

    Caro Sandro cosa strana e’ quella di non essere svegli quando si e’ tutt’uno con il gufo…..

  3. 3 Mercoledì 3 Gennaio 2007 alle 14:55, Anthoula ITALY Windows 2000 Mozilla Firefox 2.0 ha detto:

    Ho dedicato e tuttora dedico molte delle mie (esauribili) energie ad avvertire me stessa e gli altri che le scorciatoie non funzionano, che per aver ragione del dolore occorre volere e saper sperimentare la sofferenza fino in fondo (ed astenersi, se possibile, dall’assumere inflessibili atteggiamenti liquidatori). Mi è stato più volte obiettato che in questo modo la vita si trasforma in una lotta senza fine. E che altro, se non questo, ci consente il diabolico gioco di cui non si riescono a cambiare le regole? Se le carte che si evita a bella posta di scoprire decidono autonomamente di mostrarsi quando fanti e generali si godono il meritato riposo, tanto vale gettarle sul tavolo e giocarsi fino in fondo tutta la partita. Ciao Aerikò, sai raccontare molto bene.

  4. 4 Mercoledì 3 Gennaio 2007 alle 15:51, Anthoula ITALY Windows 2000 Mozilla Firefox 2.0.0.1 ha detto:

    Mi sono detta più volte, e sempre sono costretta a ripetermi, che l’unico strumento che abbiamo a disposizione per sconfiggere la sofferenza è soffrire, fino in fondo, senza riserve e infingimemti, evitando, se possibile, di assumere muscolose posizioni di algida strafottenza. Che vengono sistematicamente ridicolizzate ogniqualvolta fanti e generali pretendono a ragione di godere il meritato riposo. Mi è stato sovente obiettato che così la nostra vita rischia di trasformarsi in un interminabile combattimento. E che altro per gli attori di un gioco di cui altri hanno fissato le regole? Ciao, Aerikò, sai raccontare proprio bene.

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