In una notte il sonno…
Pubblicato in Schegge | Stampa questo articolo |La notte del giorno in cui per l’anagrafe sei diventato di un anno più grande, in una notte, una come tante in cui sei immerso nel sonno che ti porta lentamente verso l’alba di un nuovo giorno, all’improvviso senti un dolore che violentemente si appropria del tuo cuore. Senti la paura ma non hai cognizione di ciò che accade, sei sospeso in quello che tutti credono uno dei luoghi più sicuri in cui rifugiarsi: il tuo sonno. Ma il sonno non è sempre benevolo è anzi, spesso il grimaldello che il tuo io più profondo usa per scardinare le difese, le tue più intime difese, quelle che credi invalicabili e che stupidamente ritieni invincibili da tutto e tutti senza tener in conto te stesso. In una notte così, una notte che credevo come tante, quel dolore ha trapassato quelle difese così come una lama incandescente facilmente trapassa il più spesso blocco di ghiaccio senza toccarlo con la facilità del niente. Non c’è ragione per questo attacco, non c’è guerra dentro di te, non c’è motivo di tanto, ma accade, accade che ti senti male mentre dormi con la consapevolezza del dolore fisico di una mano che violentemente ti sta stringendo il cuore e tu non puoi reagire. Ma perché non funzionano le difese, perché sei attaccato, perché, perché tanti perché nessun perché, nessuna risposta. Comprendo che non è un semplice attacco dell’io, non è una delle tante battaglie alle mie paure, alle mie insicurezze, è qualcosa di molto più profondo è qualcosa di non risolto, di non risolvibile, di sepolto nel profondo è come lo scontro finale ma io non sono pronto ed intanto lui attacca… passa di difesa in difesa, di balza in balza con la stessa facilità, con la stessa rapidità con cui un bambino mangia una caramella, sono finito nessuno può, nessuno comunque avrebbe potuto, solo io stesso forse ma non è possibile, perché attacco me stesso ?…. Il dolore è cosi forte, mi fa realmente cosi male il cuore o è solo un sogno ?
Mi sveglio e sono di nuovo nel mondo della ragione, nel mondo che mi illudo di dominare, di controllare con la forza dell’intelletto ma mi accorgo che quel dolore è reale e che il mio viso è rigato dalle lacrime proprio lì nel mondo reale, nel mondo che credo, di controllare… ha preso la fortezza o solo un avamposto ? Chissà. Intanto le difese sono ricostruite, i fanti della ragione corrono lì, lì dove quella lama è passata con la stessa facilità con cui l’acqua del fiume in piena spazza via il migliore degli argini, cercando di capire chi, da dove e perché ha attaccato. Generali cercano una risposta che già conoscono, la risposta è un nome, il nome di colui che nemico davvero non potrà essere mai ma per il quale le difese sono alzate da tempo, difese….. quali difese, le stesse della notte? Il telefono aveva nel pomeriggio trillato, ad un numero ad un nome non era stata data risposta nel giorno del genetliaco … ο πατέρας diceva quel trillo… Ora quei generali sanno che hanno sottovalutato un segnale per la prima volta da tempo, sanno da dove è venuto quel dolore ed hanno la consapevolezza che tornerà forte come non mai, un giorno o una notte si ripresenterà, sanno che perderanno ancora una volta, probabilmente per sempre, nell’immensità della solitudine di una guida negata quanto necessaria…..quanto male può fare un nome così semplice, uno dei primi pronunciati, in una notte qualunque, in una notte come tante… in una notte che mi porta più vicino al mio sole lontano…..
(© Αερικό Αθήνα, Dicembre 23 Anno Domini 2006)
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