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...Quello che non ti ammazza ti rende più forte, ti fa più vivo... Tutte cose piacevoli... Ok, la vita fa schifo. E la tua fa più schifo di altre. Ma c'è anche chi sta peggio, lo sai ? Fammi un favore, permettimi di scoprire qual è il tuo problema. E dopo, se vorrai ancora morire, allora sarò io a darti una mano. Ci stai? Greg mode on
Mercoledì 14 Febbraio 2007 alle 12:51 di Αερικό

Aspettando a Ταύρος

Pubblicato in Schegge, Pensieri liberi | Stampa questo articolo |

Quando si attende qualcuno molto a lungo, specialmente quando l’attesa è scelta necessaria non rimandabile e quando ciò accade in una stazione, per strada o comunque non chiusi in casa, si ha la possibilità di fermarsi ad osservare riflettendo sulla vita che scorre attorno. Presi dalla frenesia dell’assurda necessità di produrre, idee, lavoro, in fin dei conti forse solo di impiegare il tempo concessaci in questa vita, tra un sonno ed il successivo, non ci accorgiamo che altro, altre vite, in silenzio ci passano accanto. L’attesa non è di per se una cosa negativa, è l’unica, forse l’ultima occasione che abbiamo per poter riflettere e riprenderci il tempo che ci viene scippato in nome della produttività. Osservando mi rendo conto che lo sguardo dei più è completamente assente, non ci si vede, non si vede il proprio vicino, colui che con noi cammina. L’assenza dell’indifferenza agli altri o l’assenza dell’egoismo imperante forse solo l’assenza come amaro frutto del cerchio che creiamo intorno a noi. Il condividere, le comuni di francese memoria, non sono nella natura dell’uomo, ma ho forti perplessità che invero lo sia l’individualismo, l’essere monadi. Il centro potrebbe essere una soluzione, ma per me il centro sempre più spesso appare una non scelta, una non posizione, un non decidere, insomma un’attesa senza fine, cosa che non è nella definizione dell’attesa stessa, la quale per sua natura deve avere una fine, in sostanza una scelta. Ritorno agli sguardi assenti ed allora, accettato che siano il risultato di una scelta, se ne deduce a torto o a ragione non so, che i più hanno scelto l’assenza dell’individualismo. Questo mi rattrista, l’individualismo in se è la conscia, ma più spesso inconscia, rinuncia ad arricchirci delle esperienze di coloro che in ogni caso scorrono intorno a noi ci piaccia o non ci piaccia. Certo le esperienze degli altri sono infinite e non si possono tutte assorbire, o filtrare come le spugne del mare fanno, ma in ogni caso si può provare. Beh aspettare può far male o bene, io dico che pensare anche senza dover essere bloccati ad aspettare sarebbe di sicuro un modo per scegliere …. o no?

(© Αερικό Αθήνα, Anno a Nativitate Iesu Christi MMVII die XIV mensis Februarii)

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