La lunga estate…
Pubblicato in Greco moderno, Libri | Stampa questo articolo |Elogio, s.m. 1) L’atto di elogiare. 2) Il riconoscimento pubblico e l’esaltazione, a volte gloriosa, delle virtù di qualcuno: Aristot. Rhet. 1376b, 27:”vi è il discorso elogiativo che rivela la grandezza della virtù… mentre l’encomio illustra la grandezza dell’opera”. 3) Anticamente, επαινοζ con il significato anche di consiglio o 4) accordo reciproco. Pap. “la fedeltà dei patti conserviamo negli accordi”.
Legge Costas Charitos dal suo dizionario preferito il Dimitirakos (chissà se lo trovo in commercio ?) soddisfacendo una delle sue passioni più grandi: leggere ma non di tutto solo il dizionario, in una pausa di riflessione durante la sua ultima indagine. Provo a scrivere, l’elogio di Petros Markaris che ha pubblicato in Italia per i tipi di Bompiani “La lunga estate calda del commissario Charitos” pp. 375 una nuova avventura del mio commissario preferito: Costas Charitos che leggo grazie ai buoni uffizi del mio amico Sotiris (Salvatore), se poi preferite leggerlo in greco allora cercate “Βασικός μέτοχος”. A parte il titolo, io sono per la traduzione fedele ed avrei lasciato l’azionista di riferimento che come si dice ci azzecca alla grande, la traduzione è fatta bene ed il lettore non ha difficoltà, nessuna ad immergersi nel mondo di Costas e più ancora di Atene, la mia città adottiva. Ebbene si l’ammetto mi sono fatto adottare, ma questo magari lo diciamo un’altra volta, non divaghiamo…
!
Costas è un grande, e Petros descrive la Grecia di oggi che non è la Grecia o meglio l’Ellada, chiedo perdono, di ieri o quella che le mandrie di turisti conoscono di sfuggita quando vanno nelle isole o peggio vengono a far finta di aver acquistato un pò di cultura perchè si sono bagnati nella civiltà antica passando qualche giorno in giro per musei e scavi per poi portare le loro flaccide e vecchia membra nei paesi portatori di democrazia….
L’Atene in cui si muove Costas è reale, è viva, è quella che mi emoziona ogni giorno, che mi manda al manicomio; è l’Atene di Omonia, di Panepistimiou, di Syntagma, di N. Filadelfia con il gelato per Caterina (la figlia di Costas) , il Pireo per Adriana, la moglie, insomma è tutt’uno leggere e vivere ciò che si legge. Io l’ho letto in due giorni, solo perchè devo lavorare nel caso non si è così disgraziati da dover lavorare basta un solo giorno, anche per strada camminando e non ne potevo farne a meno; come dire se vi portano un piatto di thalassinà (qualcosa a base di pesce) voi con che cosa l’accompagnate se non con un vino bianco ghiacciato? Quando bevete quel vino lentamente, magari osservando le piccole gocce di condensa che scorrono lungo la bottiglia in una giornata di sole, vicino al mare quì a Glyfada o dove vi pare, come vi sentite? Io quasi in paradiso, il quasi è …beh lo so io perchè come dire casi miei o caci miei … e bevete, bevete, bevete, ecco come ho vissuto questa avventura di Costas, un vino freddo in una gola arsa ed alla fine sono ubriaco e felice. Certo a volte Petros Markaris un pò calca la mano sui vizi della città, è doveroso, ma non è così male vivere qui!
Costas riflette su quello cui mi sento di appartenere per nascita, casta e censo e anzi cito: appartengo alla classe medio-piccola, la cui vita scorre tra piccole-gioie e piccole-vendette. Nella sua Mirafiori arranca nel traffico di Atene, senza aria condizionata, senza ventilatore senza nulla e a chi gli dice, come ad esempio Fanis il fidanzato di Caterina o il suo meccanico, di cambiare auto lui risponde con tutta tranquillità che non serve. Io me lo immagino alla guida di quell’auto, io l’ho visto e lo vedo camminare in giro qui per Atene e mi illudo di poterlo riconoscere tra la folla di tutti i mezzi pubblici che ogni giorno uso. E’ un giallo per cui non vi posso svelare la trama, anche se qualcosa di perfido l’ho fatto in quest’articolo e chi leggerà il libro ed è appassionato del genere lo capirà e magari mi maledirà
, dicevo trovate l’Atene di ora ma anche tanti intrecci con la storia recente dell’Ellade, di cui con maestria e a suo modo Markaris riesce a parlare anche se il tema è diciamo pericoloso…. insomma non sarà un elogio questo ma ringrazio Markaris di avermi emozionato ancora una volta, si perché a volte leggendo questo libro a me è scappata qualche lacrima, ma anche molti sorrisi ironici e insomma sono stato bene leggendolo, anche perchè per me sarà una lunga estate calda, in cerca di soluzioni che forse non troverò! Sarà che è reale quello che scrive Markaris o che ne so… mi auguro di poterlo presto leggere in lingua originale….avete tempo sino al 2040? ….beh forse per allora riuscirò io non ho impegni e ci sarò data la mia natura di Αερικό per voi non so
mortali siete!
Ora me ne vado a bere vino ghiacciato al mare di un alto luogo dove un assassinio è stato commesso il Faliro e magari me lo rileggo….στο καλό σας!
(© Αερικό Αθήνα, Anno a Nativitate Iesu Christi MMVII die V mensis Maii)
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