La sindrome del morto di fame…
Pubblicato in Χάπια, Ελλάδα, Schegge, Pensieri liberi | Stampa questo articolo |Cammino solin soletto per le strade di Αθήνα, corro su lingue d’asfalto lisce come l’olio e cerco il limite delle mie capacità di guida sulle righe dei passaggi pedonali, sulle linee di mezzeria, ovunque io possa praticamente azzerare i coefficienti di aderenza specialmente in questi giorni di pioggia continua. Prendo imbardate a tutta forza sicuro perchè Lei mi protegge e poi cercare i nostri limiti è nella nostra natura…
Da un pò ho però in mente un pensiero: quanto valgo economicamente e se il mio valore economico, aggiate pacienza non nascondiamoci dietro un dito e così che misuriamo tutto da sempre il resto sono chiacchiere che come si sa insieme alle tabbacchere (i portasigarette) il Banco di Napoli buonanima non prende in pegno, è sufficiente a soddisfare le mie e le altrui necessità. Tradotto in parole povere, cosa sono in grado di acquistare e cosa no.
Passeggiavo per Σύνταγμα, Κολονάκη, Ερμού, il cuore di Αθήνα, senza una Αθηνάς
ma non è colpa mia e vedevo, vedo belle donne ben vestite, alla moda firmate sin dentro il midollo spinale, si ho la capacità di vedere sin nel vostro midollo (midollo non il minollo
) per non parlare poi degli uomini invece che massimizzano il loro apparire con auto di grossa cilindrata e moto che sistematicamente purgo ad ogni semaforo con un piacere quasi sessuale… certo la vendetta è inconcepibile nella morale propinataci a tutta forza negli ultimi 2000 anni ma io ne ho piene le tasche e li purgo quando posso a tutta forza e ci aggiungo un ghigno degno del miglior Greg e tant’è che io e Lei siamo così.
Non è una divagazione questa, ma l’amara constatazione che io soffro, tra le altre patologie, di quella che ho definito la sindrome del morto di fame. Mi hanno illuso sin da bimbo, che studiare e coltivare il cervello avrebbe dato risultati più importanti che coltivare il solo aspetto o peggio vendersi al primo che passa. Ci sono certo eccezioni, dovute alle necessità, ma vendersi è in fin dei conti sempre stata l’unica cosa che ha funzionato (non apro parentesi storiche per quieto vivere).
Ho cervello ? Non credo più di tanto, ma a poco serve averne se non ho potere economico, se non posso comprare tutto ciò che mi necessita. Pensandoci… perchè i ricchi non piangono (vi illudevate che anche i ricchi piangono fosse reale ?) me lo sono chiesto spesso e mi sono risposto la cosa più ovvia: perchè hanno il potere di comprare tutto inconsciamente o più ancora consciamente.
Ad esempio una bella macchina, una bella borsa, un bel vestito etc. etc., il cellulitico ultimo grido sfruttato all’ 1% delle sue capacità, altro che cercare i limiti, aprono le porte delle relazioni sociali ad una velocità prossima a quella della luce anzi alla stessa velocità considerando che è tutt’uno guardare e scegliere.
Torno a me, mi guardo ma non mi guardano perchè ho una X grande così addosso con X = morto di fame, per cui giungo alla conclusione che apparire, avere è al di la di tutto l’unica regola che ha sempre aperto ogni porta.
L’illusione delle moderne democrazie di uguaglianza e altre fantasie materializzatesi nel 1789 sono il sonno in cui ci culliamo. Esistono intorno a me, classi, caste e censi ben definiti, muri che neanche super cervelli (e non è il mio caso) possono passare.
Corriamo, correte solo per non soffrire della mia sindrome ma c’è poco da fare non se ne esce. Parole consolatorie tipo: altre sono le cose importanti nella vita, altro non sono che le solite chiacchiere se fossero realtà chiedo: dareste in sposa vostra figlia o vostro figlio ad uno che non ha un entrata fissa ma che ha cervello ? Non barate la risposta è no, poi addurrete una tale quantità di giustificazioni alla vostra coscienza per dormire la notte tranquilli, ma la realtà è un’altra… ammetterlo è una parte delle soluzione del problema. Io l’ho ammesso.
Il mio preferito: Arkas ha perfettamente descritto in una vignetta che in parte vi lascio qui accanto,
la verità di oggi, ovviamente non questo scritto, che non è il verbo ma la verità del vivere d’oggi.
Io dal canto mio così mi sento, ma ho coscienza che soffro di qualcosa, me ne fotto e purgo i miei avversari con tutta la soddisfazione di questo mondo e so che nessuna di quelle persone si relazionerà con me alla velocità della luce a meno che io non diventi Υπάλληλος !!!
Ed ora come nella migliore tradizione me ne vado a passeggio per Νεα Σμύρνη, altro luogo in cui la sindrome è palese !
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo septimo, die septima mensis Iunii)
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