Palloncini colorati
Pubblicato in Sogni, Pensieri liberi | Stampa questo articolo |entrano d’un tratto nella mia mente e mi riportano a quando ero piccino e dal mio piccolo balcone osservavo i palloncini colorati andare via verso l’azzurro del cielo, chiedendomi da quale mano fossero volati via e verso dove andassero così soli ora. Mi fermo in questo pensiero perché in questo pensiero trovo pace, serenità, dolcezza. Sul mio volto si disegna l’espressione felice che avevo da bambino e che ancora ho quando un pensiero così affolla la mia mente. Ho tanta voglia di volare, di vivere la gioia di questo pensiero e mi lego al filo sottile che tiene i palloncini colorati con tutti i colori dell’indaco. Pian piano le pareti si allontanano, il tetto scompare, il tremendo dolore alla gamba si attenua, sparisce ed io salgo. Salgo, salgo, salgo sempre più su nell’azzurro del cielo. Un dolce vento, un vento di primavera mi abbraccia, abbraccia i palloncini e ci spinge verso il mare. Com’è bello da qui su dico a me stesso e a pieni polmoni respiro il dolce profumo del mare.
Il vento continua a cullarci e sospingerci al di la del mare, verso la terra, verso le montagne che sono oltre il mare. Il verde dei monti, i colori dei palloncini, l’azzurro intenso del cielo abbagliano i miei occhi e riempiono il mio cuore di una gioia, intensa, forte, inattesa, desiderata. Non voglio più scendere da qui su è tanto bello.
Sento una voce sussurrami di non aver paura, di lasciarmi andare legato ai miei piccoli palloncini colorati, mi guardo intorno e non vedo nessuno, ma qualcuno parla, con voce dolce, con frasi posate con parole che aprono qualunque cancello anche il più chiuso. Alzo gli occhi e mi accorgo che qualcuno mi è compagno di viaggio, ha un’ espressione così serena ed un sorriso senza uguali. Non so da quanto è li che mi osserva, non so da quanto mi parla, non so da quanto è salito sul tetto dei palloncini, so che non vorrei che fosse altrove.
Non chiedo chi è, non chiedo cosa vuole da me, non chiedo perché è li con me non c’è necessità di farlo è li da sempre. D’un tratto inizia a raccontarmi una fiaba lontana nel tempo, una fiaba di un orco e di una principessa sua prigioniera, è una classica fiaba una metafora di tante altre fiabe, di una vita, della vita. Non ho paura di ascoltarla come mi capitava da bambino, la voce è così serena e dolce che non si può aver paura di nulla. Continuiamo a volare e il vento ci porta sempre più in alto oltre le montagne, oltre tutto, la terra appare sempre più piccola, sempre più piccola e la fiaba continua sino a quando realizzo che il compagno di viaggio è la principessa e che il modo con cui è scappata è stato quello di legarsi a tanti palloncini colorati…. che sono poi entrati nella mia mente d’improvviso in una domenica pomeriggio, donando magia, donando speranza, donando finalmente un po’ di sollievo.
La magia dei palloncini colorati è questa, bisogna prenderli, legarvisi, farsi portare lontano perché ora ho realizzato quello che non capivo da bambino, i palloncini colorati sono principesse e principi che scappano dagli orchi cattivi per entrare nei pensieri d’improvviso, per farci viaggiare oltre noi stessi, oltre ogni paura, oltre….
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo septimo, die nona mensis Iulii)
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