D’estate, Αθήνα
Pubblicato in Sogni, Ελλάδα | Stampa questo articolo |ovvero Atene… Le grandi città ci diciamo anno dopo anno, quando costretti dal lavoro, dai problemi, da noi stessi a restarvici, sono più umane, più vivibili. La risposta è banale quanto scontata, l’assenza dei concittadini aiuta e ciò è un fatto assoluto
ed Αθήνα, non fa eccezione a questa aurea regola. Capitale europea è una grande città anche se più correttamente per raffrontarla con il sistema amministrativo italiano, dovremmo parlare di città metropolitana, essendo il Δήμος Αθήναιον (il comune di Atene) una piccola rocca praticamente incentrata intorno al Partenone, mentre l’intera città identificata con il nome di Atene è l’unione di tanti altri comuni senza soluzione di continuità, dal mare ai monti che la circondano.
Da Πεντέλη lì dove lavoro, tutti i giorni ho la possibilità di spaziare con il mio sguardo in lungo ed in largo, dalle montagne al mare, osservo il Licabetto, l’Acropoli e tutte le vette che inscrivono in un triangolo vagamente isoscele, con base il mare, la capitale Elladica. Le persone per lo più tornano ai loro paesi d’origine, è infatti la capitale un attrattore di persone e di servizi che tipicamente si prendono una piccola pausa d’estate.
L’assenza di buona parte dei cittadini, mi consente di coprire il quotidiano percorso casa-lavoro-casa con la mia fida Lei (ultimamente le si è ammalato l’impianto elettrico
) in tempi brevissimi, anche se ormai prova e riprova, calcola e ricalcola, ho trovato il percorso più breve tra due punti che non può essere una retta. Il viaggetto scorre, in genere rapido e tranquillo, qualche scaramuccia con colleghi ellenici, normale amministrazione, dò qualche paghetta e a volte, prendo qualche paghetta in nome della sicurezza, ma è nel gioco delle cose. In questi giorni però, complice il Μελτέμι (vento da Nord), complice la scarsa presenza di auto, l’aria è più tersa, più pulita ed io Αερικό sensibile ai profumi ed agli aromi del bosco, chiudo il gas e inspiro, perchè l’aria sa di qualcosa di fresco, di buono, mi rendo conto che è il profumo degli alberi, particolarmente intenso in quei comuni che attraverso (pochi) dotati di verde.
Annuso l’aria come un vecchio segugio e mi tornano in mente i profumi in cui mi immergevo nelle valli altoatesine, Val Martello, Val Venosta, Val Senales, Val Gardena, passeggiando e correndo, al solito (ma c’è un posto dove non ho corso?), in quota, per raggiungere un lago alpino in cui mettere i piedi o semplicemente una malga dove bere un bicchiere di latte. Altri tempi, potere del profumo di un pino di città, potere di un vento.
Beh la città è vuota, un po’ in mano ai turisti, un po’ in mano a me che a piedi o in moto la giro. La sera le sue vestigia appaiono ancora più belle e magari sedendosi in un Μεζεδοπωλείο a bere un Ούζο di fronte all’ Ακρόπολη scambiando una parola con un amico o anche da soli ci si può sentire in pace con se stessi, con il mondo e sognare, sull’onda delle emozioni che solo le cose antiche, belle e perfette sanno regalare, il mio domani
.
Στο καλό Σας
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo septimo, die duodecima mensis Augusti)
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