La pista di sabbia
Pubblicato in Schegge, Libri | Stampa questo articolo |L’ho letto in meno che non si dica, è sceso diritto allo stomaco come un bicchiere di vino fresco in una giornata arsa dal sole. La pista di sabbia è l’ultima avventura di Salvo Montalbano. Arrivo in ritardo rispetto all’uscita del libro, ma questa non è una recensione è solo lo spunto per una breve riflessione.Chi mi conosce sa che mi piacciono i gialli, anche se sono selettivo sul tipo. Markaris e Camilleri mi piacciono, così come i loro personaggi. A questo giro, come si direbbe in una pokerata, Salvo è sempre più addentro all’età sebbene sia superiore alla mia, io inizio a patire di una caduta del visus nel leggere da vicino, e talvolta una difficoltà nella memoria a breve termine, qualche piccola incertezza. La si definisce vecchiaia o meglio il suo inizio.
Io di mio provo a rimanere in forma al meglio che posso, ma non è la mia volontà che sta finendo piuttosto inizio a perdere contatto con alcune parti del mio corpo. Le battute sul sesso potete risparmiarle, sareste solo prosaici. In particolare, inizia a ribellarsi sempre più il mio ginocchio e non solo. Io non so gli altri, ma come mi sento io in un intorno molto prossimo ai 40 anni? Sono scollato, come se vedessi me al di fuori di me. Mi vedo fermo ma non mi sento fermo. Un riflesso di me è in un angolo ed io lo osservo dall’alto.
Nel libro una mattanza, un’indagine ai limiti del possibile una non indagine in realtà, crimini ancora una volta contro chi non può di suo difendersi, e poi le riflessioni sul passaggio ad una nuova stagione. Riflessioni amare, su un paese che sa e che non vuole scientemente cambiare, un passaggio temporale, invero inevitabile. E’ stato un attimo esserne rifornito dal mio amico Salvatore e scolarmi le 288 pagine.
Ci sono viaggi che cambiano le persone e le esistenze, questi viaggi non sono solo fisici, ma spesso solo mentali. La loro nascita è legata ad un evento indipendente dal cambiamento, il cambiamento avviene in corsa come nella staffetta. Ed io ho viaggiato, nel libro e nella realtà ed ora mi sono scoperto un po’ più vecchio, che male c’è ad usare questa parola ?, sufficientemente stanco, ma non vinto e non vincibile dagli eventi che sino ad ora hanno reso la mia esistenza a tratti davvero amara. Ho una consapevolezza diversa, grazie ad un piccolo libro blue o ad un piccolo viaggio, di sicuro ho capito che, come sognavo da piccolo, è tempo di tirare la cloche, virare di bordo e mettere nel mirino la mia vita non per distruggerla, ma per viverla prima che sia scappata irrimediabilmente via…
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo septimo, die octava decima mensis Septembris)
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