La ricerca e la svolta
Pubblicato in Ελλάδα, Fuori dai denti, Amicizia, Schegge, Pensieri liberi | Stampa questo articolo |Ci sono viaggi che non andrebbero fatti in realtà, ma qualcuno li fa lo stesso la realtà e i cambiamenti… Già ci sono viaggi che non andrebbero fatti, prendo spunto da un commento per parlare di una ricerca e di una svolta. Tutti i viaggi anche quelli da non fare vanno fatti, ne sono convinto. Vanno fatti sopratutto quelli che hanno come itinerario il tuo io, le cose che senti dentro di te. A me è capitato di farne di tanto in tanto ed uno di recente. La ricerca e la svolta sono parte di una trilogia di un autore greco Nikos Thèmelis che ho letto con grande interesse e piacere, da cui il titolo. Sto divagando, sì divago.
Ho viaggiato diverse volte con meta l’Italia da qui dove vivo ora, ma ci sono viaggi che iniziano fuori e poi ti entrano dentro. L’ho fatto questo viaggio e ho sentito dentro di me un profondo cambiamento, partito da una terra non mia, soffro come se fosse la mia. Mi sono interrogato allora su questo mio sentire, su questo mio dolore, ho capito che la ricerca non è un evento da perseguire con matematica costanza, e che essa fluisce dentro di me come elemento indipendente. Ricerca è svolta, perché anche se inconsciamente, quando si cerca c’è una mancanza, trovata la mancanza è inevitabile la svolta. Mancano in me talune cose, mancano nella mia vita e nel mio essere. Viaggiando ho finalmente inquadrato parti di ciò che manca e quindi capito ciò che desidero.
Dov’è casa ? Casa è li dove, sono certo oramai, ci si sente bene, dove si è in pace con se stessi a prescindere dai contorni più o meno sfumati che ci possono essere. Io ho finito la mia ricerca, mi sento a casa qui dove sono ora e per quel che mi conosco presa una decisione non torno dietro. Non rinnego le mie origini, né il mio passato, sono venuto qui in un sistema di riferimento (per far contento il Gufo cito a man bassa) i parametri sono cambiati, mi sono adattato e sto bene così, ora. Non avrei mai immaginato che sarebbe venuto il giorno in cui allontanandomi da qui avrei patito le stesse profonde emozioni di quando sono andato via dalla casa che sino ad ieri mi ospitava, l’evento non è decisamente trascurabile. Per i più fetusi e maligni, non c’è di mezzo nessuna donna né uomo, così evitiamo battute prosaiche. Dunque ho deciso che casa mia è qui nell’ Ellade e non vado più via avendo ben ponderato che non è una estiva infatuazione di cui molti spesso soffrono i viaggiatori. Lontano da qui sono a disagio, lo so, l’ho percepito non solo con i miei cinque sensi.
Esiste anche un’altra intera schiera di sentimenti, di sensazioni, di eventi che hanno creato un’alterazione della mia percezione, della percezione che ho di me stesso e che mi hanno di fatto messo in un angolo, come su di un balcone fermo a guardare un mondo, l’unico mondo che vedrò con questo corpo, passare e svolgersi sotto i miei sensi e io li fermo a guardarlo. Ed allora il viaggio ancora una volta, mi ha fatto capire e determinare la convinzione che non posso più stare li a guardare ciò che scorre, ma devo a me stesso l’opportunità di viverlo così come so fare.
Mi aiuteranno certe parole, da me o da altri scritte in questo piccolo angolo dello spazio web; mi aiuterò da solo, non per un eccesso di megalomania, sono sufficientemente auto-referenziante da spacciarmi almeno così per gioco per Dio, ma perché semplicemente mi riprendo la mia vita tra le mani. Un mio caro amico, mi ha detto di recente: risolverai i tuoi problemi quando il tuo futuro sarà appeso solo ai tuoi fili ed io ora mi sento appeso ai miei soli fili; ancora una volta poche parole valgono più di miliardi, ho ascoltato e capito che dovevo crescere avendo ben a mente da sempre che crescere non è un fatto anagrafico, a quello sono capaci tutti, crescere è ben altro…
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo septimo, die vicesima mensis Septembris)
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