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Giovedì 15 Novembre 2007 alle 13:30 di Αερικό

L’odore del sangue

Pubblicato in Sogni, Schegge | Stampa questo articolo |

Sera, il cielo è scuro minaccia pioggia, oggi è piovuto, fuori piove da un bel po’. Ho preso il tram e sono ora di fronte al mare. Il sole non c’è, non c’è, da tempo è notte. L’aria è tersa, punge l’odore del mare, del mare nero in lontananza, terso qui di fronte a me e pallidamente illuminato dalla luce di una vecchia lampada. Mi siedo e osservo l’orizzonte. Egina, poi il Peloponneso, alla mia destra il Pireo con le sue luci sfavillanti, verso cui si dirigono lentamente le navi che osservo lì sul nero mare. Belle con le loro luci di bordo, del mio colore preferito, l’arancio. Sul lungomare di Paleo Faliro, sono in pochi stasera a correre, a passeggiare ma è un peccato, stasera è bello, stasera è così calmo. Stendo le mie stanche gambe e quel che resta del mio ginocchio, gli occhi mi pesano un po’, non è tardi, stasera c’è un bel programma in tv, c’è ΑΛ ΤΣΑΝΤΙΡΙ ΝΙΟΥΖ di Λάκης Λαζόπουλος devo andare ma non mi alzo, chiudo gli occhi e…

Un’arena, polvere, sole che brucia una pelle provata da mille battaglie, l’odore del sangue misto alla polvere sale in alto verso lo spalto più elevato dell’arena, gremita in ogni ordine per vedere la fine di un uomo, che nella polvere il tradimento ha gettato. Hellenico, Hellenico grida la folla sempre più eccitata dalla sua ennesima battaglia, mentre la lama della sua insanguinata daga riflette i raggi del caldo sole. E’ solo al centro dell’arena, si trova lì perché costretto non per scelta, e ha lottato e lotta contro l’ipocrisia, contro la falsità, contro l’invidia, lui che aveva comandato e vinto battaglie con l’unico scopo di servire ciò in cui credeva e di proteggere ciò che amava. Ora pensa alla guerra quella vera in cui fu tradito, e ricorda il perché di quella guerra, una mela, Paride, Troia, un tradimento, la vendetta di una Dea. Ha versato sangue e da anni non vive più momenti felici.

Li nell’arena fissa il palco dove siede colui che lo crede morto, l’osserva da dietro la sua maschera e sa che prima o poi avrà i suoi occhi, per trovare pace del dolore che gli ha inferto. D’improvviso pensa ad una cena al campo, in una sera, dopo una delle tante battaglie, una cena foriera di scuri pensieri, una cena passata a bere e a mangiare fette di carne simili alle attuali cotolette, (sì quel piatto oggi noto come cotoletta alla milanese), con i compagni, con coloro che difendeva oltre se stesso, ma sempre cosciente che tutti avrebbero dato il sangue per lui tranne… Questo pensiero lo ridesta e gli apre gli occhi al presente dell’arena e ride, ride, ride sempre di più. E’ un riso molto amaro, è un riso che conferma quanto sapeva, gli fa male ma gli intinge nuova forza, nuova sete, per se stesso e per la sua daga, per se stesso e per la sua nuova lotta. Al di la dei cancelli, fiere e uomini sono ancora e ancora di nuovo pronti ad ucciderlo, per la loro stessa sopravvivenza, mentre l’illuso lassù nella tribuna crede che ciò che è oggi sarà per sempre.

La folla continua ad acclamare, grida e ancora grida Hellenico, Hellenico, mentre il nome che dovrebbe essere invocato non è quello. La folla si sa ama la pugna, ama il sangue. Scatena le sue fiere, i suoi uomini nell’arena, la lotta ricomincia, sento l’acre e pungete odore della morte, sento che oggi lotterà ancora una volta e vincerà ancora una volta. Entra la prima fiera si alza la daga e…

Il mio volto è bagnato mi tocco il viso e mi rendo conto di aver sognato, sì mi sono assopito qui lungo le rive di Paleo Faliro, è stato un attimo e mi sono addormentato, ora la pioggia inizia a far scorrere i primi rivoli di acqua sul mio volto. Lentamente mi alzo, scricchiola il ginocchio e mi muovo verso la casa dove gentili amici sopportano la presenza di questo Αερικό. Salirò delle scale, di quelle tipo a chiocciola che si vedono nei dépliant delle ditte, ma mi chiedo perché le fanno così strette che ogni volta quasi, quasi mi ammazzo :sad: lo so lo so è questione di ingombri, però ste spirali con un braccio un po’ più aperto no, eh :?:

Mentre cammino penso a questo strano sogno, una mela, una cotoletta, Paride, Troia, Hellenico mi chiedo che significato ha, ammettendo che i sogni ne abbiano uno. Sarà mica che l’antica passione per la mitologia, ha preso d’improvviso forma e forza dentro di me ? Sarà che il Gladiatore è stato visto troppe volte da questi occhi ? In ogni caso mi preoccupo per l’essermi fermato e così di colpo assopito, non per il sogno anzi ben venga, visto che recenti accadimenti mi porteranno contro la mia natura a cercare ed avere…

(continua…)

(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo septimo, die quintadecima mensis Novembris)

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  1. 1 Venerdì 16 Novembre 2007 alle 13:54, Alessandro Garofalo ITALY Windows XP Mozilla Firefox 2.0.0.9 ha detto:

    Caro amico lontano,
    sognatore ad occhi aperti,
    amante di quel mondo vero e sincero che esiste solo nelle menti di pochi esseri,
    il tuo gladiatore onirico mi riporta alla mente una individualità
    L'individualità di cui parlo è quella a cui spesso non si da retta,
    quella dall'accezione più narcisa, dove la propria individualità emerge e soffoca qualsiasi cosa.
    Mi spiego meglio.
    Guarda il tuo gladiatore:
    messo nell'arena sa che deve affrontare tanti pericoli, che mettono a repentaglio la propria vita. Il gladiatore sa che ne uscirà vivo.
    Certo la paura assume un ruolo importante, ma lui sa che vincerà perchè a dirglielo è la sua vita. E in quel momento, è il più forte del mondo.
    Quell'individualità forte di cui parlo, ci porta all'isolamento, ma ci fa anche capire di quali virtù siamo fatti. Attenzione al gioco perchè è molto pericoloso. Si potrebbe pensare che le nostre virtù ci separano dagli altri. Invece, gli altri sono i leoni dell'arena, e sono dotati di analoghe individualità, più o meno forti, più o meno ignorate.
    Ma il gladiatore, tu, io, siamo individualità da difendere e soprattutto dobbiamo essere vincenti.
    Ho ancora molte altre considerazioni da fare, perchè questo post mi fa riflettere come nessun altro di quelli che hai scritto. Sapere di aver precorso (non è un errore, non volevo scrivere percorso) le tue battaglie non è una cosa piacevole, mi fa sentire come Cassandra (a proposito di mitologia) e non è una bella sensazione, garantisco.
    Incomincia a stare lontano dalle colonne del Partenone, magari non respiri aria di mitologia, a meno che tu non abbia iniziato a far uso di sostanze stupefacenti… sognare l'iliade non è da tutti, ma ormai ti hanno trapiantato qualche organo greco.
    Concludo dicendoti che mi sono reso conto di essere peggio di quello che scrivo, ma in fin dei conti, la mente è molto meglio del corpo, e l'arte non ha canoni, ti pare?
    Forza e combatti e vinci
    Tuo Italico Gufo

  2. 2 Sabato 17 Novembre 2007 alle 21:49, Margherita ITALY Windows XP Mozilla Firefox 2.0.0.9 ha detto:

    Splendido. Non aggiungo altro.

  3. 3 Domenica 18 Novembre 2007 alle 09:30, Αερικό GREECE Ubuntu Linux Mozilla Firefox 2.0.0.8 ha detto:

    @ Italico Gufo  Sognatore ad occhi aperti, isolamento, pugna, vittorie. Mi dici di stare lontano dalle colonne del Partenone, un pò difficile visto che ci passo tutte le mattine davanti e poi sai bene che io amo e cerco l'essenza del bello, non il volgare bello sia chiaro.
    Sì, sono in lotta, ma non so se il mio breve sogno rifletteva in qualche modo me stesso. Mi fa piacere ti faccia riflettere questo mio scritto, che considero neanche tanto bello, ad ogni modo per le sostanze stai tranquillo non ne uso, al più un sigaro cubano quando e se incontrerò una persona così rivoluzionaria da decidere di vivere una vita leale e rivoluzionaria accanto a me !
    Quel giorno, e sappi lo vedo perfettamente nella mia mente, mi siederò e mi fumerò un grande e bellissimo sigaro cubano, ridendo e pensando a tutta la strada fatta e mi sballerò viste le mie capacità polmonari post corsa attuali, ma non m'importerà un amato piffero. Il problema è che di rivoluzionarie in giro c'è ne è davvero poche, l'unica cosa che, invero, abbonda è una individualità estrema, scambiata erroneamente per libertà.

    Il problema è culturale, ci si illude che il substrato culturale possa essere il totale controllore di quello animale, ma non per tutto funziona, l'evoluzione e le leggi di natura non sono assoggettabili al livello culturale, sempre. Un esempio ?  Mary, la shampista o Titina la commessa o che nomesoio la cassiera. Cosa sognano e cosa cercano e come si muovono quando hanno un amore…

    Ti lascio dicendoti che è vero mi hanno iniziato a montare organi made in Hellas e per me è motivo di onore, sai hanno iniziato dal cuore… ;) ma le operazioni di trapianto continuano a ritmo serrato. Io amo questa città, la sera quando vado via dal lavoro vedo un tramonto dall'alto della collina di Pendeli che, seppur per pochi istanti, ti senti nei Campi Elisi.
    Intanto oggi ci riprovo a correre mi isolerò per la strada che meglio conoscono, sperando che urti una rivoluzionaria.
    H.

    @ Margherita Aggiungi, aggiungi che qui di splendido non c'è nulla.

  4. 4 Giovedì 22 Novembre 2007 alle 17:36, Raffaele ITALY Windows XP Mozilla Firefox 2.0.0.9 ha detto:

    Ricordo che in un film (l'attimo fuggente) a un certo punto dice..
    Aspettiamo una battaglia ma in realtà stiamo già combattendo…
    chissà forse in qualche modo è così..
    Ps che bello sarebbe incontrare una rivoluzionaria…

  5. 5 Domenica 25 Novembre 2007 alle 09:40, Αερικό GREECE Ubuntu Linux Mozilla Firefox 2.0.0.8 ha detto:

    @ Raffaele Non parliamo dello stesso tipo di rivoluzionaria, fidati ! Io la battaglia non l'aspetto, al più combattiamo una guerra le battaglie sono una parte della guerra… :) . Hellenico è in guerra.

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