L’odore del sangue
Pubblicato in Sogni, Schegge | Stampa questo articolo |Sera, il cielo è scuro minaccia pioggia, oggi è piovuto, fuori piove da un bel po’. Ho preso il tram e sono ora di fronte al mare. Il sole non c’è, non c’è, da tempo è notte. L’aria è tersa, punge l’odore del mare, del mare nero in lontananza, terso qui di fronte a me e pallidamente illuminato dalla luce di una vecchia lampada. Mi siedo e osservo l’orizzonte. Egina, poi il Peloponneso, alla mia destra il Pireo con le sue luci sfavillanti, verso cui si dirigono lentamente le navi che osservo lì sul nero mare. Belle con le loro luci di bordo, del mio colore preferito, l’arancio. Sul lungomare di Paleo Faliro, sono in pochi stasera a correre, a passeggiare ma è un peccato, stasera è bello, stasera è così calmo. Stendo le mie stanche gambe e quel che resta del mio ginocchio, gli occhi mi pesano un po’, non è tardi, stasera c’è un bel programma in tv, c’è ΑΛ ΤΣΑΝΤΙΡΙ ΝΙΟΥΖ di Λάκης Λαζόπουλος devo andare ma non mi alzo, chiudo gli occhi e…
Un’arena, polvere, sole che brucia una pelle provata da mille battaglie, l’odore del sangue misto alla polvere sale in alto verso lo spalto più elevato dell’arena, gremita in ogni ordine per vedere la fine di un uomo, che nella polvere il tradimento ha gettato. Hellenico, Hellenico grida la folla sempre più eccitata dalla sua ennesima battaglia, mentre la lama della sua insanguinata daga riflette i raggi del caldo sole. E’ solo al centro dell’arena, si trova lì perché costretto non per scelta, e ha lottato e lotta contro l’ipocrisia, contro la falsità, contro l’invidia, lui che aveva comandato e vinto battaglie con l’unico scopo di servire ciò in cui credeva e di proteggere ciò che amava. Ora pensa alla guerra quella vera in cui fu tradito, e ricorda il perché di quella guerra, una mela, Paride, Troia, un tradimento, la vendetta di una Dea. Ha versato sangue e da anni non vive più momenti felici.
Li nell’arena fissa il palco dove siede colui che lo crede morto, l’osserva da dietro la sua maschera e sa che prima o poi avrà i suoi occhi, per trovare pace del dolore che gli ha inferto. D’improvviso pensa ad una cena al campo, in una sera, dopo una delle tante battaglie, una cena foriera di scuri pensieri, una cena passata a bere e a mangiare fette di carne simili alle attuali cotolette, (sì quel piatto oggi noto come cotoletta alla milanese), con i compagni, con coloro che difendeva oltre se stesso, ma sempre cosciente che tutti avrebbero dato il sangue per lui tranne… Questo pensiero lo ridesta e gli apre gli occhi al presente dell’arena e ride, ride, ride sempre di più. E’ un riso molto amaro, è un riso che conferma quanto sapeva, gli fa male ma gli intinge nuova forza, nuova sete, per se stesso e per la sua daga, per se stesso e per la sua nuova lotta. Al di la dei cancelli, fiere e uomini sono ancora e ancora di nuovo pronti ad ucciderlo, per la loro stessa sopravvivenza, mentre l’illuso lassù nella tribuna crede che ciò che è oggi sarà per sempre.
La folla continua ad acclamare, grida e ancora grida Hellenico, Hellenico, mentre il nome che dovrebbe essere invocato non è quello. La folla si sa ama la pugna, ama il sangue. Scatena le sue fiere, i suoi uomini nell’arena, la lotta ricomincia, sento l’acre e pungete odore della morte, sento che oggi lotterà ancora una volta e vincerà ancora una volta. Entra la prima fiera si alza la daga e…
Il mio volto è bagnato mi tocco il viso e mi rendo conto di aver sognato, sì mi sono assopito qui lungo le rive di Paleo Faliro, è stato un attimo e mi sono addormentato, ora la pioggia inizia a far scorrere i primi rivoli di acqua sul mio volto. Lentamente mi alzo, scricchiola il ginocchio e mi muovo verso la casa dove gentili amici sopportano la presenza di questo Αερικό. Salirò delle scale, di quelle tipo a chiocciola che si vedono nei dépliant delle ditte, ma mi chiedo perché le fanno così strette che ogni volta quasi, quasi mi ammazzo
lo so lo so è questione di ingombri, però ste spirali con un braccio un po’ più aperto no, eh
Mentre cammino penso a questo strano sogno, una mela, una cotoletta, Paride, Troia, Hellenico mi chiedo che significato ha, ammettendo che i sogni ne abbiano uno. Sarà mica che l’antica passione per la mitologia, ha preso d’improvviso forma e forza dentro di me ? Sarà che il Gladiatore è stato visto troppe volte da questi occhi ? In ogni caso mi preoccupo per l’essermi fermato e così di colpo assopito, non per il sogno anzi ben venga, visto che recenti accadimenti mi porteranno contro la mia natura a cercare ed avere…
(continua…)
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo septimo, die quintadecima mensis Novembris)
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