La scala a chiocciola
Pubblicato in Sogni, Pensieri liberi | Stampa questo articolo |Un’interminabile battaglia lunga, un giorno, un mese, anni. Era nell’arena con la lama pronta a colpire. Il sole riflesso sulla daga acceca la fiera di turno. Un’ attimo e tutto è color sangue.
La lama entra nella carne e i sangue scorre lentamente, calgo lungo l’elsa. Bagna una mano stanca, stanca dall’ennesima battaglia combattuta, sopraffazione ed isolamento. Il perché di questa guerra, il perché di tante altre guerre resta nella sua mente, nel suo cuore, un mistero non chiarito se non nella vigliaccheria umana. E’ lì che lotta.
Un passo e inizia la discesa lungo una infinita, stretta, fredda scala a chiocciola. Una spirale, con un braccio tanto stretto da non poter quasi respirare. La discesa verso il buio del centro appare interminablie, unico motivo la curiosità e la sete di conoscenza. Capire, perchè
La spirale si fa sempre più stretta, via via cinge e sfiora le membra dell’Hellenico nella sua discesa verso l’inferno della conoscenza. Isolato, solo e chiuso nella ferma idea, che qualcuno e qualcosa hanno superato limiti oltre i quali l’unica risposta possibile è scendere sino all’inferno per soddisfare la sete di conoscenza.
Stringe le spire la scala, ormai non è più solo un lambire le cinghie dell’armatura, è un corpo che via via prende forma e animandosi dà inizio a ciò che ora appare essere un piano. L’Hellenico è nell’inferno della conoscenza, non ci sta andando. Capisce, le mille spiate, i mille occhi rivolti verso di lui attraverso piccoli buchi di serratura dietro cui si nasconde, si nascondono i vigliacchi di turno. Spiare, origliare cercare di carpire una traccia, per poter tendere l’agguato, che ora c’è, ma ora, c’è anche la determinazione di chi è da tempo pronto all’agguato, da chi ha imparato a lottare e soffire, di chi sa. La scala è il paradosso di una vita, la scala gli ricorda tanto. Ora lo stringe forte a se il fuoco della spirale è un tutt’uno con i suoi bracci che stringono, stringono, stringono con l’intento di far esplodere un corpo, un’anima, un cuore…
I conti non sono giusti per chi, ha a lungo saputo solo spiare e vigliaccamente scappare crogiolandosi in una falsa conoscenza. Un colpo di daga, ad un braccio, poi ad un altro ed un altro ancora, continua, nero sangue dalla scala, nero sangue lungo la daga. L’animato corpo, nutrito con la menzogna e l’inganno lentamente perde forza, lentamente inizia a perdere la presa, lentamente il fiero corpo dell’Hellenico viene rilasciato. Il nero diventa, lentamente luce, il buio del fuoco non è più il buio della vita è una battaglia vinta è…
Mi sveglio madido al centro del giaciglio che mi ospita, un nuovo sogno, un nuovo pensiero, pronto alla nuova avventura, alla nuova battaglia. Ma sarà mica un sogno premonitore, magari una proposta di lavoro in un’ acconcia ditta di scale a chiocciola
no perchè per un lavoro fisso e pacatamente retribuito fate un fischio !
(continua…)
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo septimo, die tertia mensis Decembris)
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