L’amicizia
Pubblicato in Ελλάδα, Amicizia, Schegge | Stampa questo articolo |Il tema non è dei più sconosciuti, né dei più facili. Non sono il primo a scriverne, non sarò di certo l’ultimo. Si possono scrive pagine, libri, enciclopedie, insomma chilometri e chilometri di parole, e non si arriverà mai alla completa definizione della parola.
Parola, più che parola uno stato dell’anima, un coinvolgimento oltre la logica, sì un po’ come l’altra parola difficile: l’amore, ma questa è un’altra storia. Resto sulla prima, per la seconda meglio non discutere.
Nella mia vita ho, ammetto, spesso fatto confusione tra la parola amico e conoscente, dando alla seconda, inconsciamente o solo a causa della consuetudine comune, lo stesso significato. Non è un errore di leggerezza, è un modo di essere, il mio modo di essere, che mi porta naturalmente a questa confusione. Ma perchè ? Il perchè tento di spiegarmelo sulla base del mio carattere. Una volta stabilita una relazione sociale, aimé, tendo a sottovalutare, o meglio a non pensare affatto che si può ricevere più male di quanto non si possa immaginare, da una persona che ho inserito nella lista degli amici, erroneamente. Allora meglio generalizzare e parlare di conoscente, ma la definizione conoscente è brutta, cacofonica, a me da l’idea di una voluta freddezza, di un disinteresse, insomma di una non relazione, ma… Così è purtroppo, oggi il modo di essere di molti, di troppi che via via incontriamo sulla nostra strada. Amici sì ma sino ad un certo punto.
Ti scotti, ti bruci, ti fai male e ti chiudi, sempre di più, consapevolmente o inconsapevolmente, in te stesso. Pensi, quale è il momento della verità per sapere chi ti è amico, per capire chi è semplicemente un conoscente ? La risposta classica, da filastrocca è: un amico si vede nel momento del bisogno, già comodo, facile, forse vero, allora perché ti siedi a pensare queste cose ? Hai la risposta, lì pronta da anni, è parte della tradizione popolare è evidente, notoria e tu caro Αερικό, ti poni domande così stupide
Beh, ogni cosa, qualunque cosa che ha a che fare con la ragione ha una razionale spiegazione, tutte quelle che coinvolgono il sentimento invece non hanno mai nessuna logica, non possono essere sottoposte al razionale vaglio della mente. Parole, sproloquio ma perché Αερικό ? Perché mi trovo in un periodo molto difficile, molto brutto in cui una parte non indifferente di me si trova in una delle più brutte e nere tempeste che questa nave abbia mai attraversato mentre sino ad un attimo prima il sole splendeva alto, radioso su un presente dai colori dell’indaco ed un futuro di promesse e di sogni da vivere. Allora mi dico, è il momento giusto per capire chi è amico e chi non lo è. Applico la facile risposta di cui sopra ed inizio a guardarmi intorno, per cercare, per distinguere, per trovare la forza di credere ancora. Attento Αερικό, sei sempre nella sfera dei sentimenti
Un amico, un vero amico ha scritto in un angolo sperduto, ingiustamente dimenticato della rete queste parole:
“Scherzare e sorridere… sembra essere diventato un modo per esorcizzare tutto ciò che ti è capitato nella vita, fare in modo che la vita sia diversa, come se si potesse osservarla da ventimila leghe sopra i mari.
La tua voglia di volare alto, la ricordi?
La tua forza di reagire a ciò che ti sembrava impossibile la ricordi?
Ed eccomi qua, a fare il signor La Qualunque, dall’alto del suo pulpito a dirti che così vanno le cose che le vivi male perchè ci sei coinvolto inutilmente. Come se a chi te le fa vivere gli fregasse qualcosa…”, che lui sia un amico, che abbia scoperto una così grande amicizia, seppur lontana, è stata per me una tale indescrivibile gioia che non troverò mai le parole per descrivere ciò che sento. Uno e poi ?
E poi mi giro, mi rigiro, mi guardo intorno interrogo me stesso. E mi capita di incontrare, nel bel mezzo della tempesta di
trovare qualcun’altro, che come il primo ha il coraggio della verità, di dirti la verità a tutti i costi, sapendo di farti male, sapendo che le sue parole andranno diritte a fare ancora più a brandelli ciò che è già ridotto ai minimi termini. Ma questo è un amico, o meglio questo non è un conoscente. Il tempo in cui ho capito questo è stato un attimo. No, questa volta non mi sbaglio, non è un semplice conoscente. Altri nel passato avevo giudicati amici, per poi ieri, oggi ricredermi. Continuo a guardami intorno e capisco di avere, di poter contare su pochi, molto pochi compagni di viaggio. Ho capito cosa è per me un amico, come deve essere e cosa è per me l’amicizia. Non riesco a ridere purtroppo, in questo periodo, per non dispiacere i miei pochi amici, non riesco a parlare ma come mi ha detto il mio amico - a volte due persone non hanno bisogno di parlare. Mi auguro di non sbagliarmi più, mi auguro che l’amicizia quella che ti fa ridere, quella che ti fa male, quella che ti fa capire anche con il dolore, la possa trovare ancora in altre persone, che possa trovare altre persone che come me sanno buttare il loro cuore oltre la siepe.
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo octavo, die quarta mensis Februarii)
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