Il bravo ragazzo ed il mondo
Pubblicato in Follia, Sogni, Pensieri liberi | Stampa questo articolo |C’è una donna nel cuore di ogni bravo ragazzo, c’è una donna per ogni bravo ragazzo. Per ogni donna c’è almeno un bravo ragazzo, ma occorrono almeno altri sette, otto cattivi ragazzi per renderla felice…
Mi trovo nelle mie bozze questo appunto chissà chi, come e quando qualcuno ha saputo concretizzare in poche righe uno stato di fatto, una realtà amara
. Ho una mezza idea
e verrà spontaneo al lettore chiedersi a questo punto: ma come hai un blog personale e non sai chi ci scrive
. Poco importa, non è una falla di sicurezza nel sistema, è qualcuno ben noto, qualcuno che è ben oltre questo mondo.
Si torna tra i banchi di scuola ed al tema gli si da uno svolgimento. Il bravo ragazzo, è un modo di essere, il frutto di una cultura di rispetto e di lealtà verso il prossimo, verso i sentimenti del prossimo. Impara a non ferire, a piagarsi pur di non piagare, bello, bellissimo, sogno e speranza di tutte quelle che tra lacrimoni e non tornano sui passi e sugli investimenti fatti nella loro vite su chi le rende invece infelici.
Ascolta da bravo parole su: chi le ha fatto male, chi l’ha tradita, chi le ha negato la felicità che cercava, nella famiglia, negli affetti più intimi e si commuove, la sua indole gli impedisce di guardare alla sua sicurezza, di difendere il suo castello personale, intimo ed emotivo.
Apre le porte a chi vede soffrire e lascia che la principessa circoli all’interno di quelle stanze decorate con i colori dell’arcobaleno, con i profumi della primavera, con la luce riflessa dal più candido manto di neve. Trova la sua sicurezza, si sente, la principessa, unica e speciale per qualcuno, per il bravo ragazzo, ma non le basta. Il castello sarà saccheggiato perché è destino che sia così.
Ne ascolta di discorsi, lui, discorsi fatti sulla superficiale distinzione sessista: uomini stronzi, donne sante e tradite. Vola più in alto della superficialità comune e non confonde, lui, la superficialità con l’appartenenza all’una o all’altra tipologia, invero, è fermamente convito che è solo questione di persone, non di sesso.
Ride, ride con un sorriso amaro sulle ceneri di un castello preso e dato alle fiamme così come vedeva nei film d’avventura nella sua giovinezza. Resta sull’uscio ad osservare la desolazione della devastazione, cerca un motivo per dare una spiegazione alla sua anima, si interroga sul suo modo di essere e sulle possibilità date con la spontaneità del cuore. Nella mente passano con l’impeto distruttivo delle acque che precipitano da una diga che ha ceduto, attimi, profumi, sensazioni, emozioni, sguardi illuminati da un innocente raggio di sole. Desolazione e cenere, legni di un pallido grigio che ancora bruciano sono il segno tangibile di un passaggio, di una fuga.
Chiedersi per cercare di cambiare un modo di essere. Possibile
. No, cambiare per non soffrire
. No, non è nella sua natura. La resa delle armi, la pietà verso lo sconfitto, tutte cose che aggiungono dolore, stratificano altre piaghe all’interno del suo cuore. Già, quanto è grande il cuore di un bravo ragazzo
. Quanto può sopportare quel cuore
. Una, cento, mille devastazioni
Si ricorda in tutto questo di una pellicola, di un film stupido non un capolavoro del cinema, in cui ascoltò: le ragazze amano i cattivi ragazzi ma sposano i bravi. Si può attaccare a questo stupida frase
per poter pian piano ricostruire quel castello, lì sulla cima del monte circondato dal mare e dal verde di alti pini
. Non ha scelta, non può far altro. In cuor suo ha la consapevolezza amara che ancora una volta qualcuna entrerà, guarderà cristalli brillanti, odorerà la freschezza dei profumi della primavera, amerà i colori dell’arcobaleno ma lascerà alla fine, il grigio pallido del legno bruciato.
La soluzione non la trova, si appoggia come può alla vita che comunque continua a scorrere, dà troppo e questo rende felici ma stanca, dà poco e questo rende infelici e stanca. Non sa sciogliere un nodo e non può essere uno ed otto, non ha nove vite come i gatti, è solo un bravo ragazzo che crede ancora alla lealtà, alla sincerità…
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo octavo, die vicesima secunda mensis Februarii)
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