Elucubrazioni di una mente in affitto
Pubblicato in Schegge, Politica | Stampa questo articolo |Il bello di lavorare su di una collina che domina tutta le città che compongono la capitale di Grecia, è che in una giornata di cielo terso, come quella di oggi, si può spaziare con lo sguardo da Πεντέλη ad Αιγάλεω, da Ελευσίνα a Γλυφάδα e poi magari perdersi a seguire le navi sullo sfondo del Peloponneso.
Appoggiato all’angolo di un muro, mi riparo da un teso vento da nord che rende possibile questo spettacolo. Il sole da dietro le mie spalle genera la mia ombra che si staglia lunga nel piazzale antistante, con i suoi contorni tremolanti. Parte, inconsapevolmente il turbine dei pensieri, in definitiva mai fermi, mescolando le notizie recenti, con il passato, intrecciando la mia storia con la storia della patria ormai definitivamente persa, al limite di un’incrinatura alla debolezza.
Sento echi in lontananza di una patria ormai votata ad un destino triste dove la memoria di tanti, troppi è stata definitivamente barattata per un’illusione. Ma quanto è facile trovare chi non si vende per l’illusione del momento ? In amore, nella vita, nelle amicizie, e perché no anche quando si è chiamati ad esprimere la propria preferenza magari politica.
Chi mi rappresenta non è il problema, il problema in cui mi dibatto è se c’è ancora una patria ed in tal caso da chi mi sento rappresentato. La seconda è semplice: nessuno; la prima più complicata. Dovrei preoccuparmi per chi è restato in un posto che visto da lontano è poco più che una barzelletta e delle più squallide, ma la mente torna ai banchi di scuola e si ricorda della mai sopita passione per la storia e dei tanti morti per un diritto: suffragio universale lo chiamano. Sulle montagne, come nelle pianure, sul mare ed in oscuri macelli chiamate prigioni, anime sono state strappate da corpi spesso, troppo, straziati. Ma c’erano ideali, c’erano principi e l’illusione del momento non era conosciuta. A voi corre la mia mi vergogna, per non aver rispettato la vostra memoria, già rispetto.
Il rispetto. Per me che rispetto ha avuto la patria mi chiedo
che rispetto le devo solo per il fatto di essere nato in una città martoriata e distrutta da barbari che ora gridano ancora più forte ad una indipendenza, ad una secessione da una unità non voluta ma ben sfruttata, per scaricare le lordure delle fabbriche costruite con il sangue di chi è emigrato ?
Rispettarti, rispettare chi ha tradito la storia
Chi con la svolta della bolognina ha consegnato la patria nelle mani dei barbari di oggi, in nome di cosa ?
Non ho seguito e non seguo più se non come echo lontano ciò che accade al di là del mare, non mi interessa, non la rinnego ma ne ho profonda vergogna e dolore. Oggi questa vista addolcisce un po’ il dolore che mi prende il cuore per l’urlo di quei fratelli morti e mai abbastanza pianti. Un popolo senza storia è un popolo destinato a morire…
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo octavo, die sexta decima mensis Aprilis)
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