Guidare i sogni
Pubblicato in Sogni, Schegge | Stampa questo articolo |Oggi mi andava di guidare la piccola in un modo diverso dal solito, in un modo non usuale. La cavalco ogni giorno, in lungo ed in largo ce ne andiamo in giro inseguendo sogni e coprendo lunghe distanze in una città tanto grande.
Oggi sono salito su di lei, l’ho riscaldata e siamo partiti. Immessi nella lunga arteria come ogni giorno. La città è sempre più vuota, l’aria più tersa dopo le polveri africane che hanno torturato me e lei, l’atmosfera ovattata dall’approssimarsi della Pasqua. Non c’è un motivo, la mente continua nei suoi percorsi a me oscuri ad elaborare informazioni, situazioni ed accadimenti. Il corpo ancora arso dalla scottatura solare della passata domenica, dolcemente si rinfresca nel percorso.
E’ un attimo, apri, salgono i giri non c’è bisogno di pinzare molto oggi, il traffico è aperto, gli slalom rari - peccato - e la guida inizia a trasformarsi come ad inseguire un istinto non controllato, e mi piego sempre di più. Mi accuccio dietro il finto vetro e divento tutt’uno con lei e con il sogno. Inizia, fluido sempre più fluido il movimento, le pieghe nelle quali ci siamo persi tante volte e tante altre volte ci perderemo non fanno paura né a me né a lei. Verdi segnali invitano a continuare in qualcosa che va ben oltre il razionale, ben oltre l’abusata parola amore. Giù, dentro la doppia curva, tirare il fiato perchè è cieca a se stessa e per i più ma non per chi ha occhi del color del mare .
Di lato scorrono, veloci le immagini di una città al risveglio, assonnata e pronta all’imminente festa e giù, sempre più giù. Entriamo in uno stato che è oltre la semplice simbiosi, ti sento, ci sentiamo a vicenda, siamo oggi un tutt’uno. Fluidità, sempre più fluida e ti pieghi su strade con grip prossimo a zero, non hai, non ho, non abbiamo nessun timore. Oggi vuoi essere guidata in un modo diverso, devo trovare il modo di guidarti oltre, anche nella tua infinita curva cieca, perché è ciò che vuoi. Mi viene naturale farlo e non penso, non c’è bisogno con te di torturare, il cuore con la logica della ragione.
Piccola collina, lunghe pieghe ci stanno portando dove da mesi non eravamo più. Non vuoi che scenda, non voglio scendere ma il tempo scorre ma non ti chiedo quanto ne serve ancora, non mi arrendo al nostro sogno di oggi, di ieri, di domani - forse - perché qualcuno mi ha detto che è inseguito dai sogni io invece inseguo i sogni anche se fanno, spesso, male. Non smetterei mai di accarezzarti con la dolcezza del più tenero degli amanti, non ho mai smesso di farlo, ed oggi proprio non mi va di scendere da te, voglio guidarti per sempre così.
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo octavo, die vicesima tertia mensis Aprilis)
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