Globalizza tu che ti hanno già globalizzato loro…
Pubblicato in Politica, Libri | Stampa questo articolo |“Per diminuire l’incertezza - sia essa dovuta ai capricci di un datore di lavoro sfruttatore o di un mercato sempre più esposto alle tempeste internazionali - i lavoratori hanno combattuto per una maggiore sicurezza del posto di lavoro. Ma se da una parte essi hanno lottato per avere un lavoro decente, dall’ altra l’ FMI ha lottato per quella che eufemisticamente viene definita flessibilità del mercato del lavoro che detta così, sembra una espressione che indica un migliore funzionamento del mercato del lavoro, ma in parole povere significa stipendi più bassi e minore tutele dei lavoratori”*
Il pensiero non è mio o meglio non l’ho messo nero su bianco io ma Joseph E. Stiglitz nel 2002 in Globalization and Its Discontents tradotto in Italiano come “La globalizzazione e i suoi oppositori” ed. Einaudi. Leggo questo libro e mi rendo conto che sto leggendo finalmente qualcosa con cui concordo al 100 %. Di economia, in senso tecnico, non ne mastico ma da osservatore, da unità carbonica libera di circolare (libera è un paradosso, circolare liberamente un paradosso al quadrato
) su questo pianeta, ne subisco le conseguenze. La scelta di questa lettura è dovuta ad un libro che ho recentemente letto e segnalato qui nel .net (Il matematico impenitente).
Cosa c’è d’interessante in un libro di economia
I più possono pensare nulla i meno molto. Io sono uno dei meno. Che io non ami il sistema yankee, i neoliberisti, i neocon, i neo non so che, neociaveterotto e bla bla è più che risaputo, che io possa trovare le mie stesse perplessità scritte cosi bene in un libro di una persona che di FMI e Banca Mondiale ne sa miliardi di volte meglio di me, mi lascia di stucco. La globalizzazione è una chimera che ci è propinata a destra e a manca come la panacea di tutti i mali, in effetti si sono globalizzati solo i mercati per poter vendere sempre di più merci, ma non la libera circolazione delle unità carboniche. E poi non è neanche tanto vero che le merci possono andarsene tanto liberamente in giro… Cartelli e monopoli dell’Impero dominante sono esaminati con cura nel libro e c’è da leggerne delle belle. Non siamo per nulla liberi di circolare lo sperimento su me stesso cittadino privilegiato della Comunità Europea, leggi e leggine locali, nazionali e non di fatto mandano a carte quarantotto tutto quello che crediamo sia la globalizzazione.
C’hanno ed hanno imposto ricette economiche basate su rigidi modelli funzionanti solo in situazioni ideali e non in un mercato reale, teorie vecchie di trent’anni sono imposte ai paesi più poveri affinché restino poveri per poter essere meglio sfruttati. No, non ci credo e non c’ho mai creduto alla globalizzazione non è nella natura umana ed ora leggendo ho avuto la conferma, al di la dei facili slogan NO Global, al di la di quella che per i più è una moda, che l’FMI e la Banca Mondiale pur partendo da premesse condivisibili sono governate e guidate come un’estensione dell’Imperatore di turno e neanche, meglio dire che di fatto proteggono gli interessi di una ristretta oligarchia di “fortunati”. Il processo di globalizzazione in se non è errato, sono i timonieri che dettano delle regole assurde su basi ideologiche e politiche nonché su modelli economici inattuabili e sorpassati.
I risultati sono che i paesi in via di transizione, le nuove democrazie, sono indebolite e non rafforzate, i paesi ricchi diventano sempre più ricchi e tutte le conquiste dei lavoratori in TUTTO il mondo sono di fatto, state annullate.
Ci si sorprende per la deriva populista e per le “dimenticanze” di voto dei lavoratori italiani, ad esempio, ma il lavoro condotto in modo diretto od indiretto dalle oligarchie, è stato ed è ben fatto… Lavoratori, lavorati che fine brutta si è fatta…
Non posso che ringraziare nel mio piccolo l’autore per avermi confermato nelle mie idee, e fortunatamente c’è qualcuno nell’Impero che ancora “pensa” che questo pianeta non è solo una incessante corsa alla privatizzazione e che non tutto è privatizzabile. Da leggere assolutamente
* cit. J.E. Stiglitz “La globalizzazione e i suoi oppositori” ed. Einaudi pg. 83
(© Αερικό Αθήνα, anno bis millesimo octavo, die sexta mensis Iunii)
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